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Un po’ di storia
Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo della fotografia quando, ragazzino, andavo in gita scolastica. Le fotocamere cui avevo accesso erano quelle dei miei genitori: ricordo (e conservo ancora) una Kodak Instamatic 255 X che utilizzava pellicola 126 (quella nelle cartucce di plastica nera…) e i flash a cubo usa-e-getta Magicube; e una Kólimat 110F — della quale stranamente non ho trovato alcun cenno sul web — con pellicola 110 (l’evoluzione della 126, con dimensione inferiore) e flash integrato. Ebbi poi la fortuna di poter utilizzare per molto tempo la loro prima macchina “seria”: una Revue 600 AF motor, che montava pellicola 35 mm standard, era autofocus, automatica e motorizzata; con quella (che purtroppo non ho più) ho scattato molte foto e ho maturato una vera passione per la fotografia. Ottenni, in regalo dalla mia compianta nonna Maria, la mia prima fotocamera quando compii 18 anni. Avevo iniziato da un po’ di tempo a leggere la rivista Fotografare e avevo acquistato alcuni libri, anche per farmi un’idea circa la macchina da prendere, che, a quel punto, volevo fosse una reflex. Optai per una Yashica 108 Multi Program: una reflex motorizzata con possibilità di esposizione programmata, automatica a priorità dei diaframmi e manuale; la presi in kit con un obiettivo zoom 28-80 mm f/3.5-5.6. Poco alla volta, anno dopo anno, mettendo da parte i risparmi proprio a quello scopo — fra l’altro, vi ricordate quanto costasse fare foto prima dell’avvento del digitale, tra rullini, sviluppo, stampe e ristampe? —, arrivai ad avere un corredo veramente completo: un secondo corpo Yashica FX3 Super 2000, zoom tele Yashica 75-200 mm, grandangolo estremo Tamron 18 mm, normale Yashica 50 mm f/1.9, duplicatore di focale, flash, cavetto sincro, cavalletto, serie di filtri Cokin. Con tale corredo scattai centinaia di foto e diapositive, ovunque e in qualunque situazione. Usavo normalmente pellicola Kodacolor o Kodachrome 200 ISO, ma anche — in base alle situazioni e agli obiettivi — 400, 800 e 1600 ISO; mi piaceva anche molto lavorare con il bianco e nero, e allora usavo la T-Max 400 e la spettacolare 3200 con grana grossa per lavori particolari. Non mi sono mai dedicato alla camera oscura: io scattavo, poi portavo in laboratorio e speravo… Decine di album riempivano cassetti e armadi, poi buste con i negativi, scatole e valigette con le dia, provini… Un altro mondo, che però sono contento di aver conosciuto. Più tardi, decisi che avrei voluto fare un “passo in avanti” dal punto di vista della qualità: acquistai la mia prima Nikon, una F-601 con ottica Sigma 28-80 mm f/3.5-5.6, alla quale aggiunsi ben presto uno zoom Nikkor 70-300 mm f/4-5.6. Entrai così nel mondo dell’autofocus e delle fotocamere “serie”. Tuttavia, non la tenni a lungo, perché…
Oggi
Venduta anche la D80, oggi sono felicissimo possessore di una Nikon D300s (una fotocamera spettacolare, punto di riferimento dei professionisti per molti anni), che utilizzo con il 18-200, battery grip originale e flash Nikon Speedlight SB-700. Conservo ancora le Yashica 108 e FX3 con il 50 mm, che tuttavia non uso più. Alla reflex ho aggiunto una compatta, la Nikon Coolpix L25, che porto quasi sempre con me e che rimpiazza la D300s in situazioni meno impegnative dal punto di vista fotografico ed è sicuramente più leggera e pratica da trasportare. Come dicevo in apertura, non ho più tantissimo tempo per dedicarmi alla fotografia; tuttavia, la Nikon mi accompagna in ogni viaggio, vacanza, attività, occasione di incontro con gli amici, festa. In più, dati l’attrezzatura, la mia passione e — perché no? — i buoni risultati che ottengo, mi capita abbastanza frequentemente di essere chiamato come fotografo “ufficiale” di eventi e cerimonie (matrimoni, battesimi, prime comunioni…), naturalmente da parte di amici e conoscenti. Per la gestione e l’elaborazione delle numerose foto del mio archivio mi servo, ovviamente, di sotware libero, in particolare dei programmi che girano sui miei sistemi Linux:- digiKam per la catalogazione e un’elaborazione molto profonda delle immagini (si tratta di un programma con un approccio estremamente professionale al lavoro di photo-editing);
- RawTherapee per l’elaborazione dettagliata delle fotografie in formato RAW (uso questo formato ormai praticamente in tutte le occasioni, ed è fondamentale quindi avere un grande programma per un workflow ottimale);
- GIMP, l’unico e insostituibile software open source di fotoritocco ed elaborazione immagini, per modifiche ancora più minuziose, effetti ed elaborazioni particolari;
- Converseen per la conversione di formato, il ridimensionamento, la modifica di dati EXIF o altre rapide elaborazioni in serie di grandi quantità di immagini;
- infine, ffDiaporama per la produzione di slideshow (sempre utili per un fotoamatore) da vedere su pc o da masterizzare su DVD video per la visione su TV.